In ogni piccola patria ci sono sempre eroi nascosti che devono emigrare con la
famiglia per ritagliarsi lo spazio che la loro arte consente. Oggi vorrei
parlarvi di un ragazzo che nasce in un piccolo paese del Sud dell'Italia, a
Tuglie in provincia di Lecce, che quasi ancora in fasce ( aveva solo 9 mesi di
vita ) deve seguire la famiglia a Novara, il padre del nostro piccolo eroe si
chiamava Antonio Stefanelli anche lui calzolaio a Tuglie, correva l'anno 1948.
L'Italia era distrutta, da ricostruire, furono proprio famiglie come quella
degli Stefanelli di Tuglie che diedero una mano a risollevare l'Italia per
creare quello che fu definito il boom economico. Il nostro eroe tugliese che
voglio farvi conoscere è Adriano Stefanelli, figlio di Antonio. Due generazioni
di Stefanelli che hanno marcato fortemente il made in Italy. In particolare
Adriano, con la storia che vi racconterò. Adriano Stefanelli inizia nel 1962, a
quel tempo aveva solo 14 anni, ed inizia ad apprendere i primi rudimenti del
mestiere nella bottega del padre collocata ieri come oggi al numero 13 di Corso
Cavour, nel centro storico di Novara. Un mondo che sta scomparendo quello del
calzolaio, un mestiere artigianale che si apprendeva andando in bottega. Una
volta la calzatura doveva durare una vita intera ed il calzolaio creava le
scarpe su misura lavorando cuoio e pellame. Nel corso della vita della scarpa
creata artigianalmente vi erano piccole operazioni di riparo ed erano eterne e
non legate all'aspetto consumistico dell'usa e getta. Le lavorazioni in cuoio
erano caratterizzate dalla ricerca di pelli pregiate e dalla realizzazione di
accessori sempre più innovativi. Chi lavora il cuoio oggi, produce borse,
valigie, cinture, ma anche oggetti più caratteristici legati alla cultura del
luogo. Vi voglio raccontare la storia di un artigiano di origine tugliese,
Adriano Stefanelli, emigrato a Novara che ha fatto le scarpe su misura agli
ultimi quattro pontefici. Adriano Stefanelli, nato a Tuglie nel 1948, poi
emigrato come molti a Novara. “una passione umile e modesta” come lui stesso ama
ricordare, un impegno che di fatto lo ha reso noto al mondo. A dire il vero,
quando l’artigiano confezionò le sue prime scarpe importanti, quelle per
Giovanni Paolo II, non immaginava nemmeno che l’evento avrebbe suscitato un
enorme impatto mediatico. “Feci le scarpe per un Papa stanco, malato racconta
Stefanelli volevo semplicemente alleviare le sue sofferenze dopo averlo visto in
difficoltà durante una Via Crucis. Feci ciò che sapevo fare, volevo sentirmi
utile”. Stefanelli, calzolaio nel tempo libero, le scarpe le ha fatte solo per
poche persone. E le ha sempre donate, preferendo vivere della sua attività di
commerciante. Così ha fatto anche qui regalando una copia delle scarpe prodotte
per Giovanni Paolo II e tutti i pontefici in Roma che si sono susseguiti sul
trono di Pietro fino ad oggi. I mocassini rossi donate a Benedetto XVI con cui
Ratzinger divenne per la rivista americana Esquire l'uomo più elegante al mondo.
Nelle prime foto vediamo le scarpe donate a Leone XIV lo scorso 7 gennaio 2026.
Poi vediamo altre foto di scarpe donate a personaggi famosi per rafforzare
l'immagine del Made in Italy nel mondo. Così vediamo le scarpe donate a Bush
senior ed Obama presidenti degli Stati Uniti, al famoso sindacalista polacco
Lech Walesa, alla moglie del presidente Obama Michelle ed infine le due ultime
foto sono quelle donate oggi in mostra a Tuglie sua città natale ed infine
quelle rosse con tanto di strass regalate al cantautore Vasco Rossi che ha
gradito molto il gesto di questo infaticabile artigiano salentino che vive a
Novara.
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Tuglie...per raccontar paese...
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