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Tuglie...per raccontar paese...
Troppo rumore fa troppo SENTIRE…

Questo report nasce, dopo un intervento di psicologia dell’emergenza fatto da me in uno dei luoghi colpiti dal terremoto del 6 Aprile 2009 in Abruzzo.
E’ il punto di vista di uno psicologo dell’emergenza che arriva in un territorio “in rovina”; un punto di vista personale e privato, non giornalistico ma vissuto e sentito. E’ una pagina di un diario personale da condividere,affinché chiunque pensi a quel territorio distrutto, possa percepire ciò che veramente accade.
Una volta un mio caro amico mi disse "l’emergenza è la dimensione in cui ti muovi bene...forse lì è la tua strada".....
credo che nessuno abbia avuto così tanta ragione....
e così mi sono iscritta ad un master di psicologia dell’emergenza.
Da sempre sento dentro...
l'impellenza del soccorso....
riesco a dare il meglio di me nel QUI ed ORA -e dunque in una dimensione che si svolge- di un'emergenza ...
Quando accadde il crollo delle torri gemelle un senso di profondo vuoto mi accompagnò per giorni e tutt’ora ogni volta che guardo anche solo un'immagine di quella catastrofe mi sento svuotata da un'esperienza che ho dovuto solo subire....
senza esserne parte... senza almeno aver avuto la possibilità
di raccogliere così tante lacrime e così tanto dolore...
Quell'evento ha cambiato la percezione del mio essere e del mio vivere...
e così ho fatto in modo che questo diventasse una professione!!!
Appena ho saputo del terremoto...
sarei partita subito..
ho smosso mari e monti per poter andare..
ma i giochi politici e gli interessi di potere
sono a volte invalicabili...
e ho dovuto attendere una chiamata ufficiale...
e così arrivo a San Vittorino...
piccola cittadina a 7 km da L'Aquila
soltanto il 10 aprile…
ci arrivo a mezzogiorno durante i funerali di stato...
vedo le tende
e mi ritrovo in una dimensione quasi ovattata
senza rumori...
tutti si muovevano quasi senza fare rumore...



Arrivo… felice della mia compagna di viaggio
una splendida psicologa alta un 1,80
che si muove come se fosse una farfalla o come le ballerine eteree
che si vedono alla Scala….
È fluente…morbida…. quasi impalpabile…
Sento che c è lei con me…
Mi viene in mente una splendida frase del film Speed…
Sandra B. dice a Keanu R. dopo averla salvata innumerevoli volte
IO SO CHE LE STORIE BASATE SU AVVENIMENTI ECCEZIONALI NON DURANO MAI….
È l’epilogo però di una dimensione relazionale che bisogna osservare e vivere…
Mi rigira nella mente per tutti i giorni che vivo lì nel campo….
Perché lì…in quella dimensione di emergenza le storie…non sono mai le storie banali… no… sono storie eccezionali…
Sono storie relazionali che si intrecciano ad un livello così profondo che poi sai forse non potranno durare..perché nella pancia(la sede delle emozioni) non si può stare per troppo tempo in quella dimensione…
Arriviamo e osserviamo ciò che c’è intorno a noi!!!
Guardo le case… e mi stupisco perché sono tutte integre
…lì in quel “luogo” all’apparenza è esattamente tutto integro…
Anna è con me… silenziosa… mentre il caposquadra parla…
E la sua voce fa troppo rumore nei miei pensieri!!!
Entriamo nel campo ed è ora di pranzo..
Tutti quanti sono affaccendati…
I volontari stanno consegnando i pasti..e le persone invece sono sedute a mangiare….
Ci accoglie MT, la psicologa a cui dovremo dare il cambio…ci racconta tutto camminando…
E poi ci sediamo a mangiare con tutte le persone…
Inizio ad osservare… mi colpisce G.. una ragazzina silenziosa e taciturna…
E poi inizio a guadare tutti negli occhi…
C’è tanto dolore… lo sento nella pelle…..e nel cuore…
Anna è sempre con me…
E il mio caposquadra mi dice che devo mangiare anch’ io (è un rito)…
Ma il mio stomaco è sottosopra
Per tutta la notte e tutto il giorno sono stata INCONTINENTE (non contenevo ciò che provavo).
Inizia a dirci che dobbiamo portare giocattoli e libri sui tavoli “il cibo per la mente”…
Ma le mie impellenze sono altre…
Sbircio i bambini… alcuni corrono..
Altri camminano con le biciclettine…e percepisco la fatica dei genitori di stargli dietro
Quando vorrebbero stare per conto loro…
Decido di ”diventare operativa”…
E così me ne vado alla tenda dei bimbi…e un’intuizione folgorante mi arriva nella mente…
Capirò dopo che ho fatto un intervento simbolicamente significante!!!
Chiedo ai bimbi di aiutami a costruire la mappa della tendopoli,dando i nomi alle strade e alle piazzette… lo faccio perché volevamo fare una caccia al tesoro,ma in realtà il giorno dopo mi rendo conto che in qualche modo avevo anch’ io bisogno di riferimenti…
Di mappare un posto… di dargli un nome…di capire dov’ ero….e come potevo muovermi!!!e se avevo sentito questo.. probabilmente era un movimento controtransferale[1] sotterraneo che mi coinvolgeva!
Mi ritrovo poi tra i tavoli a scherzare con i nonni della tendopoli e con i bambini….
Anna la sento vicina… e confusa…
Risvegliate da chissà cosa abbiamo capito … e così insieme abbiamo iniziato a VIVERE IL CAMPO…
Iniziavamo a dare un nome alle persone…iniziavamo ad avere punti di riferimenti chiari…forti e contenitivi…
E un solo giorno era pari a tre per la mole di emozioni travolgenti che imperversavano dentro di me!!!
Sentivo che ero giunta a parti molto nascoste di me…
Belle… e in ombra…
In quelle relazioni la paura non esiste….il giudizio non esiste…
Esiste una comunanza profonda…un obiettivo comune che non ti fa vedere il mondo con gli occhi banali… ma c è qualcosa di più…
In una madre terra che si è ribellata e ha tremato….distruggendo senza avviso….
Tante piccole madri.. tanti piccoli figli erano senza nulla ..senza punti di riferimento…
Soli….in un vuoto coperto da rumori!!!!
Il terremoto non è solo al di fuori… non distrugge solo le case..ma crepa e sotterra anche l’anima…
Distrugge ciò che siamo stati fino a quel giorno… per essere chi e cosa???
Guardi le lacrime.. che diventano tue…
Senti quegli abbracci dettati dalla disperazione come mai hai sentito…
E tutti i lutti interni ti si riaprono.. e tutti gli abbandoni subiti…. le perdite laceranti si fanno strada dentro te…
Ma non te ne accorgi subito…
No…
Ti scavano… a e il voler fare ti impediscono di fermarti a SENTIRE…
Lo farai soltanto poi.. quando sarai lontano da tutto ciò…
I nonni erano i più fragili…seppur i più forti…..consapevoli che avevano attraversato altre grandi tragedie nella loro lunga vita…
I bimbi hanno risorse eccezionali…..trovano il modo di giocare con il loro dolore….
Di “mappare” un nuovo territorio…
Di darsi punti di riferimento..
Di trovare la piazzetta delle coccinelle…..e delle mimose…
Di far spuntare quindi fiori gialli dove non ce ne sono o se ne intravedono pochi..e di trovare punti di aggregazione con altre coccinelle…



E i soccorritori???
I soccorritori… sono come i moschettieri…
Tutti per uno e uno per tutti…
Non esiste stanchezza… non esiste egoismo.. ognuno cerca di sollevare l'altro dalla fatica e dal dolore…. dalla stanchezza e dall’irritabilità..
Per poi sciogliersi in calde lacrime…. e chiederti un abbraccio…
Anna sempre con me…
Nei silenzi e nelle battute sapevamo che c’era un SENTIRE COMUNE straordinario…. che forse non sarebbe durato… con il quale poi avremmo dovuto rapportarci!!
Tornata a casa io sono crollata.. per due giorni sono stata a letto… in lacrime…
C era una tristezza profonda che non mi lasciava…
La mia casa non era la mia
Avevo lasciato le persone che avevo amato in modo così intenso e straordinario…..
Avevo lasciato la mia camera (chiamavo così la tenda che mi era stata assegnata)…
Avevo lasciato tutto e tutti…
Rendendomi conto che quella frase che mi rigirava nella mente era reale…
IO SO CHE LE STORIE BASATE SU AVVENIMENTI ECCEZIONALI NON DURANO MAI….
…………questo è il duro compito di uno psicologo dell’emergenza….
Stare nel qui ed ora di un avvenimento eccezionale… in un lasso di tempo così breve che fa in modo che le storie non durino mai…
Sarà giusto un intervento del genere???
Sarà giusto rispettare il protocollo che prevede un nostro intervento di appena 72 ore?
Sarà giusto andarcene via da tante di quelle storie che ci hanno scavato???
Sarà sano???… sarà salvifico realmente???
Non produce altri lutti? non produce forse altre distruzioni???
Io a casa un po’ di storie me le son portate…
Sperando che durino…
Il campo simbolicamente mi fa venire in mente la RI-COSTRUZIONE….
Vengono costruite le tende, la cucina… vengono ricostruite le anime rotte,frantumate. ferite…
A volte le persone che mi passavano accanto erano come sospese..senza direzione….era tutto così ovattato..come se il terremoto avesse fatto fin troppo rumore tanto da non desiderarne altro…
Il rumore ha a che fare con l’udito…IL SENTIRE…
Troppo rumore fa troppo SENTIRE…
 

[1] Il controtransfert è una reazione dello psicoanalista al transfert (l’insieme dei sentimenti antichi del paziente che mette in atto nelle relazioni e in particolare in quella terapeutica)del paziente.. Grazie ad una corretta interpretazione del sentimento di "controtransfert" è possibile recuperare informazioni sulle dinamiche profonde del paziente, altrimenti, difficilmente reperibili.


 
Sara Nocera




 

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