Tuglie...per raccontar paese...
 
Tuglie...per raccontar paese...


Almanacco

Martedi` 23 Luglio 2024
Oggi si festeggiano:
S. Apollinare
S.Bigida
S.Liborio


A chi oggi festeggia
onomastico o compleanno
ed è nato sotto questo segno:
Auguri!

Proverbio del giorno
Donne e oche, mangiane popche

Home

Calendario 2013
Festa Patronale 2011
Festa Patronale 2012
Festa Patronale 2014
Manifestazioni & Eventi

Televideo RAI


TUGLIE
Borgo della Civiltà Contadina del Salento
I frantoi ipogei
Museo civiltà contadina
FSE al Palazzo Ducale

L'informazione oggi
Il Corriere-Politica
Il Corriere-Cronache
Repubblica-Politica
Il Foglio
Repubblica-Prima pagina
Panorama
Il Fatto Quotidiano
Il sole 24 ore
Giornalettismo.com
AffarItaliani.it
Corriere salentino
Lecce Prima on line
Il paese nuovo on line
PiazzaSalento on line
Il Quotidiano di Puglia
Gazzetta Mezzogiorno
Il Giornale
Libero
La Stampa
La Gazzetta dello Sport
La Gazzetta Calcio
Notizie di Borsa
ANSA-Top news
ADN-KRONOS Politica
AGI Cronaca
AGI Politica

Andiamo al cinema?
I films in provincia
A Casarano
A Gallipoli
A Taviano
A Collepasso
A Nardò
A Surbo
A Lecce
Guarda tutti i trailer

Il paese della Calandra
di Raimondo Rodia
Le dolci Serre Salentine
Tradizioni dell'Immacolata
Shakespeare
NO VENISTI A TENPO
Il mercato in piazza
La grotta dei cervi
I dolci di Natale
I gelati e la pasticceria..
18 aprile 1948
Mesciu Saulle
Michele Cuppone
Il Salento che vorrei
La notte di S. Giovanni
Il bosco delle fate
Don Camillo e Peppone
Le serre salentine
Le serenate pasquali
Le mute terre...
Un nido d'amore...
Loriana Notaro
Villa Luisa
Il Museo della Radio...
Si faceva il "Bucato"
Le Tavole di San Giuseppe
Le banane.....di Tuglie
La focareddrha
Tuglie... e il suo gioiello
Una domenica...
Uno Sport solo per Donne, il Mamanet

Altrevoci
A Gigi
Il presepe del zio Toto
A mio padre
Ricordo di zia Luigia
Gli Americani a Tuglie
Un Garibaldino a Tuglie
La mia Azione Cattolica
Riflessioni
In ricordo di mio fratello
I ricordi di una bambina
Una vendemmia particolare
25 Aprile 1945
Quel Natale degli anni '50
I Docili
Appello Chiesa S.Girolamo
Il viaggio dell'eroe
L'orco e la bambina
Mario Donadei
Giuseppe Merenda
Sara Nocera-Il poeta dei....
Sara Nocera-Un labirinto..
Sara Nocera-La lampada..
Giuliana Coppola-A Silvio..
Lucio Causo-Poesie
La favola di .....Luna
Troppo rumore fa....
Tullio Sponziello

Salvatore Malorgio
L'artista...le opere
A mio padre

Tuglie
Un nuovo Teatro a Tuglie
Ritrattino di Tuglie
Tuglie vista dal satellite
Panorama a 180°
Il nome "TUGLIE"
I rioni
Gli ulivi di Tuglie
Tuglie e l'Unità d'Italia
Antonio Palumbo
In ricordo di Antonio Palumbo
Un nome....una contrada
Montegrappa
Alpini a Tuglie
I Tugliesi del 2000
Tuglie nei libri
Il restauro del Calvario
Restauro facciata Chiesa
Il Giardinetto Aragona
Gemellaggio Villaverla
Cippo agli Alpini
Tuglie che cambia
La donna del monumento
Laboratorio ecomuseale
I 100 anni della Piazza
I 50 anni del Mosaico
Una storia da raccontare

Cenni storici
Le origini
La storia
Le chiese
Palazzi-Monumenti
Il Calvario

Lucio Causo: Ricerche
Reazioni filoborboniche...
Vigilanza polizia borbonica
La crisi economica del 900
Ampliamento territorio
Congregazione di carità
La famiglia Venturi
La stazione ferroviaria
Tuglie Borbonica del 1827
Causa Tuglie-Minervino
Profilo di Lucio Causo
Un secolo di Ferrovia
Il culto dell'Annunziata
La"Sagra" di Vittorio Locchi
La Madonna del Grappa
Cesare Vergine (Diario)
CasermaCarabinieri Tuglie
Luigi Venuti
Festa del Giovedì Santo
Piazza Garibaldi
Dr. Cesare Vergine
La Madonna Pozzo

G. Pisanello: Tradizioni
L'angolo di Giampiero
Riti & Feste (Video)
Venerdì Santo
Le Caremme
Sant'Antonio
San Giuseppe
La Candelora
Madonna del Carmine
Madonna del Grappa
Sacro Cuore di Gesù
La festa patronale
La Matonna te la Nunziata

Tuglie...per raccontar paese...
Le nostre nonne e la recita del rosario ….


 Salvatore Malorgio-Il Rosario nella civiltà contadina-2021-olio su tela - cm. 60 x 80

 Le nostre nonne e la recita del rosario ….

Ciao Carissimi amici e amiche mie, dopo la pausa estiva ritorno all’impegno artistico con quest’opera che oserei dire unica nel suo genere nel senso che sviluppa un altro aspetto della vita che si conduceva nell’immediato dopoguerra laggiù nel mezzogiorno d’Italia, in terra Salentina. Ho coniato il termine “ opera unica “ in quanto a memoria, non sono venuto mai a conoscenza di una rappresentazione pittorica col tema del rosario di autori moderni o contemporanei . Esistono ovviamente opere storiche la cui iconografia del rosario è stata sviluppata nei secoli scorsi con le figure di Santi e Madonne. Quest’opera tratta della testimonianza di fede nella SS. Trinità e nella Madonna da parte di un gruppo di vecchiette che per il contesto ambientale, gli atteggiamenti ivi rappresentati e dal loro dismesso abbigliamento, rimandano decisamente a tempi passati. Ho pensato molto prima di intraprendere la via dell’impegno nel voler realizzare questo lavoro che va ad arricchire la galleria artistica su usi e costumi del mio Salento con questa pagina di “ amarcord “ che spero susciti almeno in quelli della mia età qualche ricordo, qualche riflessione, e una qualche emozione nell’osservazione pittorica. In fondo questo lavoro è un omaggio alle alte Sfere Celesti come ringraziamento per avermi donato la fede cristiana, la loro infinita benevolenza e il costante aiuto elargitomi gratuitamente nel corso della mia vita. Un’altra dedica la voglio fare alle nostre nonne che grande rilevanza hanno avuto nella evoluzione educativa, formativa e dello sviluppo umano di ognuno di noi.

 Le nostre nonne sempre con la corona del rosario in mano …
Una corona contro il coronavirus per attualizzare il tema. Solo ora mi rendo conto di cosa significasse per mia nonna Fiorentina, ( la sola conosciuta in vita ), e per le nostre nonne la recita del santo rosario. Mia nonna e le altre di quel tempo avevano sempre con sé la corona, solitamente nel tascone frontale del grembiule. Posseggo la sua corona originale ( un regalo di mia zia Giuseppina – la zi Pippi ) come una reliquia , perché per me, di reliquia si tratta. Sedute sulla panchetta, vicino al camino, fuori dal portone, sull’aia, mentre sferruzzavano o pulivano le cicorie, ecco che una cominciava: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo …” Solo ora mi rendo conto davvero di cosa significasse per le nostre nonne la parola “Provvidenza”. Avevano già sperimentato quello che noi oggi, ancora increduli e sconcertati per gli avvenimenti coercitivi della pandemia stiamo sperimentando. Ma a differenza nostra loro accettavano, chinavano il capo e andavano avanti affidandosi all’unico appiglio, all’unica àncora di salvezza per non impazzire. “ La Fede “ . Quella corona del rosario in mano, magari con davanti la foto di qualche figlio perduto. Umilmente consapevoli, anche se non avevano studiato, di essere poca cosa, piccole foglie trasportate dal vento nell’immenso. Consapevoli di essere solo di passaggio su questo mondo. Di essere ospiti. Non padroni. Una corona come scudo dell’anima. Una corona contro le cattiverie del demonio e come lasciapassare per la vita eterna.

  Il rosario delle nonne – un incontro al femminile :
Con questo mio manoscritto mi pongo il problema e mi chiedo: ma oggi in questo mondo scristianizzato e di abiura alla religione cristiana, questo nostro tempo in cui impera la nuova religione umanitaria, dove l’uomo ha messo in atto la sua sostituzione a Dio creatore , dove impera la falsa pretesa della scienza che promette la risoluzione di ogni problema umano e si sostituisce persino alla creazione dei nuovi esseri umani in laboratorio, c’è ancora posto per parlare di rosario? Certamente sono-siamo pochi i rimasti fedeli alla chiesa cattolica ( l’unica religione rivelata ) e al Vangelo di Gesù e ai suoi insegnamenti. Per grazia di Dio mi annovero tra questi pochi e nel mio piccolo , con quest’opera metto in rilievo il problema della fede perduta e attingo a quelle che erano le abitudini delle nostre nonne e nonni zelanti nella partecipazione ai sacramenti e agli insegnamenti della chiesa cattolica, e poi come testimonianza diretta per aver vissuto quell’epoca in terra di Puglia. In tutto questo mio impegno pittorico non ho potuto reprimere un interiore moto di stupore, e mi sono reso conto che è davvero possibile scrivere ancora sul "rosario", proporre una rilettura dei suoi misteri e pensare di trovare ancora interlocutori. Lo penso e lo spero ardentemente e ciò che mi ha veramente colpito oltre misura, è la percezione del rosario come una sorta di spazio aperto, di "stanza tutta per sé", l'unica offerta alle nostre nonne incolte, che grazie alla sua recita interrompevano la routine del lavoro per raccogliersi "insieme". Il tempo del rosario come tempo di sosta, come tempo riservato, come tempo proprio che nessuno può contestare e che la sua pratica pia potesse celare una potenziale emancipazione e un senso di libertà interiore.

  Cosi pregavano i nostri padri …… :
Anticamente, la consuetudine di recitare il rosario serale vigeva presso tutte le famiglie e la partecipazione comunitaria di tutti i membri. In genere, il rosario veniva recitato quotidianamente da ottobre a maggio, ossia dall’autunno alla primavera ed in particolar modo quando, soprattutto durante l’inverno, le avverse condizioni climatiche obbligavano i contadini a rifugiarsi in casa. Per tradizione, era il capofamiglia ad intonare il rosario. Il luogo privilegiato per la recita del rosario era la cucina ed il punto d’aggregazione il focolare, il quale costituiva il vero e proprio centro di gravità del microcosmo domestico. Il termine rosario deriva dall’usanza medioevale di porre una corona di rose sulle statue raffiguranti la Vergine Maria. La recita del rosario completo delle litanie lauretane, era consuetudine recitarlo a rotazione presso una famiglia diversa della contrada. La pratica del rosario itinerante, pur nella sua connotazione prettamente religiosa, va considerata come espressione della solidarietà che, rispettando i vincoli sanciti dalla tradizione, legava tra di loro i componenti della classe rurale. Alla recita del rosario è connessa la possibilità di ottenere un’indulgenza plenaria o parziale. E così pure con l’approssimarsi delle feste religiose, era consuetudine che le donne si riunissero in casa per la recita del rosario. Questi “happening casalinghi” per la recita del rosario tra parenti e vicini di casa, erano frequenti e molto sentiti, e si svolgevano quasi sempre alla fine del meriggio, verso sera.
 
  Qualche mia reminiscenza …. :
Ricordo che sovente si usava ospitare in casa una statua di un santo per uno o due giorni in modo itinerante ed era occasione per la recita del rosario serale. Lo si recitava anche per l’occasione di qualche defunto o per chiedere grazie di guarigione per qualche congiunto gravemente ammalato. Per esperienza diretta posso dire che vigeva anche la consuetudine di cucire vestitini ai bambini affetti da malattie gravi mantenendo i colori dal modello iconografico copiato dalle statue dei santi che erano esposte in chiesa o dalle immaginette. Ricordo che per un certo periodo di tempo, al principio degli anni cinquanta, mia sorella Rita, nata con una malformazione ( in seguito operata a Roma all’ospedale Bambin Gesù), era vestita con un abitino lungo, rosso e verde col il bordo ornato da una trina gialla come quello dei Santi Medici Cosma e Damiano. Questa usanza era praticata con fede, come un esorcismo contro il demonio e per propiziarsi il favore e la guarigione del santo intercessore. A volte in prossimità di alcune feste religiose, si allestivano dei veri e propri altarini in strada, con teli bianchi, fiori, candele e un quadretto o la piccola statua del santo o santa e la Madonna di turno. Spesso il Rosario veniva recitato in strada proprio vicino a questi altarini. Queste pie donne, si sedevano in cerchio, una accanto all’altra con il rosario tra le mani ….

  Il tramonto della civiltà contadina e il declino di questa pratica religiosa :
Quella società era ricca di spiritualità, di religiosità e di parsimonia che avvolgeva ogni gesto e momento della vita contadina. Tutte le case avevano la candela della Madonna contro la grandine, nelle case a sera uomini, donne e bambini recitavano il rosario, ogni domenica nessuno mancava alla messa. Chi non aveva candele da accendere si serviva di un bicchiere colmo per due terzi di acqua e per circa un terzo di olio di oliva , si facevano galleggiare due pezzi di sughero ottenuti dal taglio circolare di un turacciolo tenuti insieme da due spilli su cui veniva appoggiato un piccolo lumino vegetale ( dalla pianta dei lumini - una specie selvatica perenne -). E ancora le solenni processioni che radunavano tutto il paese, le preparazioni alle grandi feste, le celebrazioni esistenziali dalla prima comunione alla cresima e fino al matrimonio. Un universo che ruotava attorno alla chiesa e alla canonica riconosciuta come centro vitale della vita comunitaria. Ed è proprio da quella manualità e praticità, succhiata dai ragazzi dell’epoca con il latte materno, che è sbocciata nel decennio successivo la nuova società italiana che ha visto l’abbandono della terra e la cancellazione di un percorso secolare. Chi non era andato a scuola aveva intrapreso la strada del lavoro. E così quando si è presentato il miracolo economico, si sono trovati pronti e abili nell’aprire attività nuove e aziende imprenditoriali che hanno cambiato il corso della loro vita dimenticando le tradizioni e soprattutto la consapevolezza di essere creature di Dio fino a negare la sua esistenza ed ergersi a padroni del mondo col “ pensiero unico dominante “ frutto del nuovo ordinamento mondiale, ( vedi la globalizzazione ) dove Dio non trova più posto, relegato in modo blasfemo a invenzione umana , perciò inutile. Che tristezza !!!

  Concludo :
Con questo dipinto e questa cartolina verbale ho voluto testimoniare ancora una volta l’aspetto della nostra società contadina quando la vita era più faticosa , più aspra, ma anche, pur senza rimpianto, più serena , se non solo più felice .

  Commento all’opera:
Posso definire questo lavoro come un’opera scritta col pennello ( anzi con i pennellini ), Salta subito all’occhio la ricchezza di particolari nella disposizione della scena, ricca di cinque “ nonne d’epoca “ immerse con devozione nella recita del rosario. La difficoltà nella realizzazione è stata quella di impostare ovviamente il disegno e le volumetrie e farci stare in una tela 60 x 80 cm. cinque personaggi a dimensione ridotta. La difficoltà è grande quando si lavora su piccole dimensioni dove a volte la punta del pennellino è persino ingombrante. Per poterle rappresentare ho scelto come ambiente una cucina rurale di grandi dimensioni come poteva essere quella di una casa colonica o di masseria Salentina col grande camino che era il luogo di aggregazione ideale per questi appuntamenti serali. Ho usato molta fantasia nel vestiario delle nonne di mezzo secolo fa e ho attinto tanto dai miei ricordi di ragazzo. Gli atteggiamenti delle nonne è studiato in modo da creare l’atmosfera di giusta devozione quando vi erano questo tipo di raduni. Lo stesso ambiente con le icone della Sacra Famiglia, della Madonna col bambino e il lumino votivo acceso determinano il luogo ideale dove regna la fede e il timor di Dio delle comparse attempate. Lascio alla vostra attenzione tutte le suppellettili e gli attrezzi da cucina che determinano il mondo rurale con l’ambiente povero nella struttura ( ad eccezione del monumentale camino ) ma ricco di santa umanità.
 

                 Un saluto e un abbraccio fraterno a tutti / tutte : Salvatore Malorgio


                                       
Sito web: www.salvatoremalorgio.it

Per tornare su Salvatore Malorgio: l'artista, il pensiero, le opere clicca qui


Tuglie...per raccontar paese...
Asterischi
di Gerardo Fedele
Guida turistica
Presentaz. Coppola rossa
Tuglie: quali origini?
Storie di presepi
La presenza di un amico
Radiobase, etereo mito...
Toponomastica e
Unità d'Italia

Storie di paese...

Collecta,electa,memoranda
di Enzo Pagliara
+


Storie
La storiella della Madonna
Le tajate
Vi racconto Montegrappa
I murales di Joele
Ricordando Joele
Maurizio Imperiale
Provenzano,origini
di una tradizione

Ricordando Ugo
Per Silvio
Antonio Minerba
Mescia Rita Pino
A Cristian Quartini
L'Ercole te la benzina

Cartoline di Gigi Scorrano 
A Elena per Gigi
Ricordo di Gigi
Una facciata, quasi  un ...
Un bambino ascolta il mare
La stazione
Largo Fiera, per memoria
Il mio Largo Fiera
Via XXIV Maggio
Un luogo ideale
Via Sant’Antonio
Una via fiorita
Una scoperta che
viene dall'America
Dedicato a mio nonno
Tugliesi quel giorno 
La lista dei passeggeri
La nave Republic

Museo della radio
Inaugurazione
Brochure
Visita virtuale
Frantoio ipogeo
Abbassa la tua radio

Tugliesi nel mondo
Louis Imperiale
Sylvain Tarantino
Tuglie a New York
Antonio Coluccia
Antonio Montefusco

Antonio Montefusco
Santa Caterina
Luigi Scorrano
Marco Polo
Intervista su Dante

Turismo a Tuglie
Corte dei Simonari
Tenuta La Baronessa
Residenza Mosco
Villa Rodogallo
Agriturismo Nanni
Villa Paradiso
Villa Oasi
B&B Almacanto
Villa Panorama sullo Ionio
Le corti di Tuglie
Masseria Carignani

Storia e leggenda

Profili
Livio Calò recensione
Otello Petruzzi recensione
Luigi Ruggero Cataldi
Mino Stamerra
Sinu Matinese
Davide Raia
Sabrina Manco
Adriano Imperiale
Sara Nocera
Nunzia Imperiale
Mino De Santis
Mino De Santis Caminante
Mino De Santis Muddhriche
Emily De Salve
Liana Primiceri
Silvana Mottura-Poesie
Don Nicola Tramacere
Antonio Pagliara
Cesare Vergine
Ambrogio Piccioli
Aldo Garzia
Egidio Cataldi
Giuseppe Ria
Cosimo Sponziello
Silvio Nocera
Giuseppe Solida
L'arte di Giuseppe Solida
Rosa Parata
Lu Battista
Fernando Pino
Fiore Gnoni
Mesciu ‘Ntunucciu
Al Maestro Ant. Malecore 
Salvatore Guarini

Curiosità
 La Festa dell'Annunziata
Cartapestai di casa nostra
Santi sotto campana
Antica barbieria Ingrosso
L’Annunciazione sui pizzi
La puteca te li Papaionaca
I proverbi sulle monete
L'acchiatura
Le Caremme di Tuglie 2006
Le Caremme 2007
Le Caremme 2008
Le Caremme 2009
Le Caremme 2010
Le Caremme 2011
Le Caremme 2012
Le Caremme 2013
Le Caremme 2014
Tugliesi...puricini
Piazza Garibaldi 1912
Nevicata in Piazza
Giuseppe Piccioli Pianista
L'università di Tuglie
Grecità a Parabita
Retaggi linguistici
Tuglie nei dizionari
Carnevaliamo...insieme
Puru nui taniane la rete...
Festa della  Mamma USV
Filatelia: Tuglie e Albania
Non chiamatele vecchiette
Pensieri...Festa Patronale

Culacchi
Che ore sono?
La banana della Madonna
La mezza-vendetta di Santa Barbara

L'associazionismo:
Le associazioni
La Calandra
Aurora
Gruppo Scout Tuglie
Ekagra
Gruppo Incontri
Protezione Civile C.O.R.
Associaz.Emigranti Tugliesi

Sport 
Calcio Giovanile Tuglie
Talion Volley Tuglie
Associaz. Podistica Tuglie
Gare Podistica Tuglie2008
Gare PodisticaTuglie 2009
Gare PodisticaTuglie 2010
Gare PodisticaTuglie 2011
Gare PodisticaTuglie 2012
Gare PodisticaTuglie 2013
Gare PodisticaTuglie 2014
Gare PodisticaTuglie 2015
Gare PodisticaTuglie 2016
Gare PodisticaTuglie 2017

Le raffinatezze a Tuglie
Vini Michele Calò
Liquori Villantica
Banane e Spumoni

Foto
Nella Tuglie di ieri
Cosimo Sponziello...Le foto
Non solo foto...
Siamo...obiettivi!
Tuglie...by night
Luci di Natale 2011

Firma degli ospiti
Ricerca nel sito

Il nostro indirizzo e-mail:




Diventa amico di TuglieMeteo


Visita il Salento

Tuglie...per raccontar paese...



Tutti i marchi, foto, immagini e scritti presenti sul sito appartengono ai legittimi proprietari.
E' severamente vietato copiarne i contenuti.
Sito ottimizzato per:
Explorer Firefox Opera Chrome Safari


Impostare la risoluzione a 1024x768px o sup.

Aggiungi Tuglie... per raccontar paese ai Preferiti

Sito ideato e realizzato da Felice Campa

Privacy Policy


To Top